polveri metalliche è stampa 3D

Si chiama metallurgia delle polveri ed è una sequenza che comprende la riduzione del materiale (metallo) in polvere la sinterizzazione ad elevata temperatura. Storia antica ora le polveri di titanio, acciaio, bronzo e tanti altri materiali sono la base della produzione additiva di metalli portata avanti da produttori di sistemi basati su laser o fasci di elettroni quali Arcam, Renishaw, Eos, Concept Laser, 3D Systems e molti altri.

come vengono prodotte queste polveri e da chi ?

principali specialisti in polveri metalliche, che sono sia società nate espressamente per produrre materie prime per la stampa 3D sia fornitori di polveri per metallurgia che hanno allargato la loro gamma con formulazioni pensate appositamente per la manifattura additiva. I cinque principali produttori di polveri, secondo Technavio, sono Arcam, EOS, Hoganas, Sandvik e Solvay.

Una realtà italiana

Se questi sono i grandi e i consolidati, il mercato delle polveri metalliche è destinato a crescere sempre di più e sono numerosi i player che si stanno affacciando sul mercato. Tra queste vale la pena di citare l’azienda italiana Numanova, costituita da Italeaf (holding di partecipazione e primo company builder italiano, attiva nei settori cleantech e smart innovation) da pochi mesi per produrre leghe madri e polveri metalliche per la manifattura additiva

manifattura additiva. Il più utilizzato, spiegano in LPW, è quello dell’atomizzazione in gas. È basato sulla fusione di materie prime elementari in un cuscino d’aria o di gas inerte o sotto vuoto. La polvere ha una forma principalmente sferica, in cui sono presenti alcune particelle e satelliti asimmetrici. Questo metodo viene utilizzato principalmente nel caso di leghe di Ni, Co e Fe, ma anche di leghe di Ti e Al. Vi è poi l’atomizzazione che prevede l’uso di acqua invece che di gas. Utilizzato principalmente in caso di materiali non reattivi, come l’acciaio, produce particelle dalla forma irregolare. Una tecnica relativamente nuova è quella dell’atomizzazione al plasma, che consente di produrre polveri estremamente sferiche e di elevata qualità. I fili metallici utilizzati come materie prime vengono inseriti in una torcia al plasma che, con l’aiuto dei gas, consente di eseguire l’atomizzazione della polvere. Le dimensioni delle particelle sono comprese tra 0 e 200 micron. Questo metodo può essere utilizzato solo nel caso di leghe che possono essere formate all’interno di un filo metallico.